In buca con Fortech | Intervista a Denis Chitano

Cosa c’è dietro la parola manutenzione? Dei professionisti capaci, che sanno identificare il problema in modo corretto e trovare una soluzione idonea. Potremmo spiegare così quello di cui si occupa ogni giorno il nostro Help Desk. Ne parliamo con Denis Chitano, referente tecnico per la manutenzione degli impianti.

 

Ciao Denis, puoi presentarti in poche parole?

Certo, sintetizzando posso dire che ho 44 anni, sono padre di due figli e vivo a Miramare di Rimini. Sono però un romagnolo atipico perché nel DNA ho anche il sud Italia, mio nonno era di Brindisi e mia mamma di Ascoli Piceno. In Fortech mi occupo della parte tecnica della manutenzione, quindi quando si verificano problemi tecnici sui gestionali entro in campo io.

Il mio lavoro si inserisce in quello dell’Help Desk, che in Fortech è suddiviso su tre livelli: il primo si occupa di prendere le chiamate e smistarle; il secondo invece ha le competenze per poter già risolvere alcune delle problematiche che possono presentarsi; quando invece serve un intervento tecnico ancora più specializzato interviene il terzo livello e quindi anche io.

 

Qual è la cosa più difficile del tuo lavoro?

Sicuramente l’aggiornamento. Occorre infatti essere aggiornati sui linguaggi con cui vengono sviluppati i software e anche sulle possibili problematiche. Inoltre bisogna anche ricordarsi le diverse casistiche, che possono essere veramente tante. Devo dire che la mia lunga esperienza nel settore mi aiuta molto in questo perché nel tempo ho avuto modo di incontrare diversi casi e questo mi aiuta nelle definizione del problema e nella sua risoluzione. Per capirci: nel mio lavoro devi avere competenze informatiche, competenze tecniche e anche una approfondita conoscenza dell’attrezzatura. Per fortuna sono in questo settore da oltre 10 anni (prima in General Electrics e poi in Fortech) quindi ho proprio visto nascere il mercato dell’automazione e, in seguito, la linea smart di Fortech.

 

L’automazione è stata dirompente nel mercato dei carburanti. Attualmente vedi altre innovazioni che possono avere lo stesso impatto?

Al momento credo che il cambiamento più grosso potrebbe riguardare il settore non oil. In Italia infatti c’è ancora molto da fare su questo fronte e mi aspetto che le realtà più lungimiranti si orientino anche alla vendita di prodotti non oil. Pensa a quello che accade negli Stati Uniti, dove le stazioni di servizio hanno spesso anche degli shop con tantissime merci. Da noi è ancora raro e lo si vede più che altro in autostrada.

 

Oltre a risolvere problemi hai anche delle passioni?

Mi piace giocare a golf, sono socio del club di Verucchio. Ho iniziato per gioco, assieme a mio cugino e ancora non ho raggiunto il livello che voglio ma ci sto lavorando! Vorrei poterci dedicare più tempo ma tra gli impegni familiari e quelli di lavoro non sempre è facile. Non tutti lo sanno ma le gare di golf sono molto lunghe e arrivano spesso a 5 ore, quindi, per uno che ha due figli come me, non sempre ricavare il tempo è possibile. Se poi ci aggiungi che dopo la gara magari hai voglia di fermarti nella club house per una birra e un po’ di relax, in pratica ti va via tutta la giornata. Però è uno sport bellissimo, che si pratica all’aria aperta e ti aiuta a staccare mentalmente e goderti il momento. Penso che sia il giusto contraltare al mio lavoro, dove spesso ti trovi a gestire tensioni e criticità che rendono i clienti più suscettibili. A dire il vero nell’ultimo periodo io lavoro più dietro le quinte quindi sono i ragazzi dei primi due livelli a doversi occupare maggiormente della dimensione psicologica di chi segnala problemi sugli impianti. Anzi, approfitto per fare un complimento a tutti, perché sono giovani ma molto competenti quindi imparano in fretta e mi danno grande supporto. Sono loro infatti a indicarci le problematiche da risolvere quindi la loro abilità sta anche nel definirle nel modo giusto così che noi possiamo agire tempestivamente dal punto di vista tecnico.

 

Cosa ritrovi nel lavoro che ti piace anche nel golf?

Se ci pensi in entrambi i casi mi trovo a fare una attività individuale in cui però il gruppo è fondamentale. Qui in Fortech così come sul campo da golf affronti le tue sfide ma lo fai in un percorso condiviso con altre persone. Questa dimensione sociale mi piace molto e mi aiuta a superare gli alti e bassi che possono capitare. Nel golf soprattutto sono così tante le variabili – da come ti senti, al vento, alla durezza del terreno – che un giorno giochi alla grande e il giorno dopo fai schifo, è pazzesco!  Quindi giocare con altre persone ti aiuta a rilassarti e fare due chiacchiere anche nelle giornate no.

 

Qual è la cosa che ti piace di più di Fortech? Cosa ti fa andare in buca con Fortech?

Posso dire di aver visto crescere Fortech giorno dopo giorno e quello che noto è che c’è sempre un bell’ambiente. Siamo un gruppo di giovani compatto, che ha dato vita a una bella realtà aziendale.

Ma se proprio devo pensare all’andare in buca penso a quello che stiamo facendo con un piccolo team di sviluppo che abbiamo creato proprio per l’Help Desk. Assieme a un paio di altri colleghi ci occupiamo di progettare dei software che ci aiutino del lavoro di tutti i giorni. È una bella soddisfazione perché riusciamo a dare una mano ai colleghi semplificandogli il lavoro. In Fortech infatti abbiamo un team Sviluppo che si occupa dei grandi progetti come la fatturazione elettronica e quindi è sempre molto impegnato, noi ci siamo coordinati per lavorare a piccoli software che rendono più semplice alcune operazioni che fanno parte dei nostri impegni quotidiani. È bello dare questo supporto ai propri colleghi e ai clienti.

Ti faccio l’esempio di un progetto per la formazione dei nostri clienti, che ho portato avanti di recente con Giovanni Santomasi, che ha avuto l’idea, Chiara Russo e Giacomo Alpini. Una piattaforma web molto efficace per la gestione dei processi formativi. 

 

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