Siamo un’azienda “senza timidezze” | Intervista a Valentina Spedale

 

Fortech vista da chi la abita ogni giorno, da chi ha deciso di abbracciarne in pieno valori e attitudine. Di questo parleremo con Valentina Spedale, Referente Progetti non oil.

 

Ciao Valentina, ti vuoi presentare ai nostri lettori?

Ciao a tutti, sono Valentina, milanese di origine e riminese d’adozione. In Fortech sono nel team del FrontEnd e mi occupo del Coordinamento del Team insieme alle colleghe Sara, Serena e Mara; sono dentro il progetto Asset manager insieme all’IT Davide e Luca e la mia responsabile Elena, un progetto realizzato per Eni, che prevede un piattaforma web per la manutenzione e altri servizi; inoltre, insieme ad Antonella faccio parte del team NonOil (l’idea è stata del responsabile Marco Ciotti), con l’incarico di gestire i progetti non oil e le segnalazioni ordinarie. In questo periodo, ad esempio, ci stiamo occupando del progetto Emporium di Eni, che prevede la partenza di nuove promozioni e l’assistenza help desk su 60 impianti.

 

Com’è stata la tua evoluzione in Fortech?

Lavoro in Fortech da quasi 4 anni (a novembre saranno 4!) e in questo tempo il mio ruolo ha seguito un processo di crescita che mi da grande soddisfazione personale, nonostante non ricopra  un unico preciso ruolo.
All’inizio lavorare in Fortech mi sembrava un vortice: persone diverse, conoscenze diverse, un mondo che non conoscevo. Il mio obiettivo iniziale quindi è stato quello di cercare la mia strada pur ritrovandomi al centro di questo vortice. Sebbene infatti l’ambito in cui lavoriamo possa sembrare asettico, in verità Fortech interpreta tutto in modo stimolante, per cui vengono richieste competenze organizzative, tecniche, operative e anche umane. Se dovessi riassumere il mio primo periodo qui potrei dire che tutto si basa su due concetti: (ap)prendere e dare. Da un lato devi prendere dagli altri quello che sanno, imparare, dall’altro devi dare il tuo, non fermarti al compitino. Ed è quello che, una volta assunta, io ho fatto. Con il supporto degli altri ho dato tanto, sempre di più e dopo soli 3 mesi Elena, la mia referente, mi ha proposto di entrare nel progetto Asset Manager Eni. Devo dire che non me lo aspettavo e da quel momento è iniziato un percorso di continua crescita sia con i colleghi che con i responsabili di progetto e perfino con i soci. Il fatto è che tutti in Fortech sono devoti al loro lavoro, non c’è una persona che lavora solo per lavorare. A mio avviso in Fortech è impossibile. 

 

Devozione, collaborazione, c’è un’altra parola chiave che caratterizza Fortech?

Per rispondere a questa domanda voglio fare una premessa. Nella maggior parte delle aziende tu sei un ruolo e fai quello che compete il tuo ruolo. In alcuni casi se provi a fare anche qualcosa di diverso non vieni visto di buon occhio. In Fortech invece è l’esatto contrario: ti viene richiesto di essere crossover, di sapere allargare o incrociare le tue competenze con quelle degli altri, al di là della specifica mansione. In questo modo l’apporto che ognuno è più fruttuoso, più “out of the box”. Nessuno si limita a crescere il suo giardino, ma tutti danno in modo trasversale e l’azienda è capace di prendere quello che ne risulta e valorizzarlo. 

Quando lavoravo in banca era impossibile pensare di poter contribuire al di là del mio ruolo, tutto era rigido e schematizzato. Fortech invece vuole proprio che le nostre personalità, le nostre idee possano emergere. Per questo la parola che aggiungerei a devozione e collaborazione è contributo personale.

 

Hai una sfida per i prossimi mesi?

Ogni anno io mi pongo un obiettivo. Mi aiuta a mantenere la direzione giusta e motivarmi. Vi faccio un esempio. L’anno scorso, per il 2020, il mio obiettivo era quello di imparare e organizzare il lavoro per il non oil dandogli una mia impronta. Insieme ad Antonella, il mio obiettivo (che tra l’altro ho appena raggiunto) era migliorare insieme il lavoro, e creare delle procedure più funzionali al lavoro di tutti e aumentare i risultati. La sfida è stata quindi quella di impostare un nuovo modo di portare avanti certe attività e farle al contempo apprezzare da chi aveva dato una impostazione differente, collaborare per migliorare.

Ora devo iniziare a ragionare sul prossimo obiettivo! Abbiamo tanta carne che bolle in pentola e voglio pormi la prossima sfida quando il quadro sarà più definito.

 

Cosa auguri a Fortech per i prossimi anni?

Senza subbio vorrei che fosse ancora più conosciuta, anche al di là dei confini del nostro settore. Siamo un’azienda con valore aggiunto e idee incredibili e mi piacerebbe che il brand fosse apprezzato anche da chi non ha interesse diretto nel mercato carburanti. Tutta questa qualità merita una platea più allargata. Anche perchè il modo in cui Fortech tratta i collaboratori e li valorizza è veramente raro, quindi mi piacerebbe che fosse riconosciuto anche all’esterno.

 

Cosa consiglieresti a chi è stato appena assunto?

In Fortech non esiste la timidezza. Il clima aziendale ti invoglia a esprimerti, confrontarti, socializzare. Il mio consiglio è quindi di non fermarsi, di mettersi alla prova, essere propositivi.

 

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